l’esperienza dell’affido

“La Casa di Oreste” in collaborazione con “APGXXIII” propone un altro percorso formativo, dal 14 febbraio al 10 aprile 2016 zona Padova- Carmignano di Brenta, date e incontri su calendario eventi del sito.

La promozione dell’affido familiare ha come obiettivo la piena realizzazione del diritto dei bambini a vivere in famiglia attraverso la diffusione di una cultura della solidarietà familiare e di una sensibilità sociale nei confronti dei bambini e delle famiglie in difficoltà. Conseguentemente stimola e fa maturare nuove risorse familiari disponibili a realizzare progetti di affidamento familiare. Numerose esperienze segnalano come la migliore promozione dell’affidamento familiare sia la testimonianza da parte di famiglie affidatarie.Il processo di conoscenza non porta a dare una “patente” di idoneità alla persona o alla famiglia, ma ha soprattutto lo scopo di capire insieme quali siano le risorse del nucleo, i vincoli, le competenze e i saper che può mettere in campo. Non esiste in astratto una buona famiglia affidataria, ma una famiglia che, caso per caso, con le sue particolari competenze, può essere adatta per un progetto di affidamento con un determinato bambino.

(da “linee di indirizzo per l’affidamento familiare” – Min. del lavoro e delle politiche sociali)

“lascia il segno giusto”

15 maggio 2015
Ha preso avvio la campagna Lascia il segno giusto, in occasione dell’istituzione della prima Giornata regionale contro il maltrattamento all’infanzia e all’adolescenza
Si tratta di un’importante iniziativa proposta dal tavolo regionale “Un welfare per i minori”, rivolta a chiunque opera con i bambini e i ragazzi, ma soprattutto ai nostri territori, alle istituzioni, alle nostre comunità, ai cittadini.
Vi invitiamo a prendere visione degli eventi promossi dalle varie associazioni:
La nostra associazione ha organizzato assieme all’Associazione APGXXIII per il 15 maggio a Ponte di Brenta una serata incontro-confronto sul tema –  l’ingresso è gratuito,
sarà occasione comune per trattare un argomento a noi caro e sentire la voce di esperti nella Tutela di Minori per avviare un confronto utile all’esperienza dell’accoglienza.

bambini in affido

Tutto quello che c’è da sapere per dare una famiglia a chi non ce l’ha

Nei primi anni di vita i bambini dipendono dagli adulti. Da loro ricevono non solo il sostentamento materiale e affettivo ma anche i codici per interpretare la vita e orientarsi all’interno di essa. Crescendo, il confronto con gli adulti è indispensabile agli adolescenti per prendere coscienza della propria identità, dei desideri e degli interessi. È a partire dalle loro proposte che riescono, spesso per contrapposizione, a individuare la propria voce.

Nel percorso di crescita, tutto è possibile, anche attraversare un’infanzia senza adulti di riferimento o al fianco di adulti non disponibili. Le risorse interiori di ognuno sono potenzialmente infinite e così la creatività per inventare vie di trasformazione. È’ possibile però anche custodire il benessere del minore e adoperarsi attivamente per garantirgli una crescita il più possibile equilibrata, intervenendo quando le condizioni domestiche in cui si trova lo stanno danneggiando. Questo manuale nasce con il convincimento che il minore abbia diritto a un’infanzia protetta e sicura. Secondo noi la famiglia, intesa come nucleo affettivo composto da una o più figure adulte stabili di riferimento, è il luogo più adatto a questo scopo. La famiglia d’origine lo rimane anche quando è imperfetta, perché il vincolo di sangue trasmette un nutrimento che supera le barriere della ragione. Quando però essa diviene lesiva, per motivi di cui può essere o meno responsabile, il rispetto del diritto del minore a un’infanzia equilibrata impone un intervento esterno. L’affidamento familiare si inserisce in questa fase offrendo un’opportunità preziosa per tutte le parti coinvolte. Per i genitori, che allontanati dal figlio hanno un tempo a disposizione per impegnarsi a risanare la situazione di disagio. Per i figli, che continuano a sperimentare la dimensione intima della famiglia in un contesto diverso da quello conosciuto, capace di dare loro sia il nutrimento affettivo necessario a contenere la sofferenza, sia spunti nuovi per uno sviluppo psicofisico armonioso. Abbiamo realizzato questo manuale cercando di cogliere e trasmettere lo spirito della normativa italiana sull’affidamento familiare, che è quello di mettere il minore al centro e di avvicinarsi alla sua famiglia per aiutarla a diventare o tornare a essere in grado di offrirgli un ambiente sano e nutriente. In quest’ottica,

gli affidatari si mettono a servizio di un progetto collettivo, con un atteggiamento di umiltà e gratuità che ha un valore incommensurabile. Le pagine che seguono analizzano l’istituto dal punto di vista delle diverse figure in esso coinvolte. Innanzitutto il minore e poi la sua famiglia. Seguono i servizi sociali, che coordinano i vari passaggi, gli affidatari, che operano nel quotidiano per il benessere del minore, e le associazioni, che garantiscono un supporto e un orientamento al delicato compito degli affidatari. Ogni voce è rafforzata da contributi di psicologi e testimonianze dirette. Infine, prima di presentare la normativa italiana sull’argomento, abbiamo preparato un capitolo di utilità pratica, dove abbiamo descritto alcuni strumenti per avvicinarsi al minore e sostenerlo nell’elaborazione del proprio vissuto attraverso il linguaggio, l’espressività corporea, il contatto fisico, la creatività, il gioco e la possibilità di ascoltare racconti a tema.

 

MICHELA REBELLATO

BARBARA PIANCA